Guida all'Auto Exposure Bracketing
Che cos'è l'AEB, quali formule lo governano e perché ogni produttore lo implementa con vincoli diversi.
Che cos'è l'AEB
L'Auto Exposure Bracketing è una routine del firmware che cattura una sequenza di fotogrammi a esposizioni scalate attorno al valore base misurato. Serve a superare i limiti fisici del sensore: la capacità dei fotodiodi (full well capacity) satura le alte luci, il rumore di lettura affoga le ombre.
Fondendo i fotogrammi in post-produzione (HDR merge) si ottiene una gamma dinamica sintetica più ampia di quella registrabile in un singolo scatto.
Le formule
Il valore di esposizione di ogni fotogramma segue la relazione fotometrica fondamentale; la copertura della sequenza cresce linearmente con il numero di scatti e l'ampiezza dello step.
EV = log2(N²/t) − log2(S/100)
ΔEVtot = (Nf − 1) · ΔEV
DRHDR = DRsensor + ΔEVtot
N = f-number · t = s · S = ISO · Nf = frames · ΔEV = step
Che cosa varia la fotocamera
In priorità di diaframma (A/Av) il firmware tiene fisso il diaframma — preservando profondità di campo e resa ottica — e modula il tempo di scatto. In priorità di tempi (S/Tv) resta fisso il tempo e varia il diaframma. In manuale (M) varia il tempo, oppure l'ISO se è attivo l'Auto ISO.
Per l'HDR su treppiede la modalità consigliata è A/Av o M: variare il diaframma tra i fotogrammi cambia profondità di campo e vignettatura, complicando la fusione.
Perché i vincoli firmware
I limiti su scatti e step riflettono compromessi ingegneristici: sequenze lunghe con step ampi mescolano tempi di posa molto diversi e mettono sotto pressione il buffer e il controller di memoria; per questo Nikon, Sony e Panasonic limitano lo step sulle sequenze a 7 e 9 fotogrammi, mentre Fujifilm e Hasselblad delegano la gestione al bus ad alta velocità.
Le sequenze estese aumentano anche l'usura dell'otturatore meccanico; l'otturatore elettronico la azzera ma introduce rolling shutter sui soggetti in movimento e possibili bande sotto luce artificiale.
Consigli pratici
Sui sensori moderni BSI e stacked CMOS conviene una sequenza corta a passo ampio (2 EV o più) piuttosto che molti scatti a passi frazionari: meno tempo totale di cattura, meno rischio di movimento tra i fotogrammi, stesso risultato in fusione.
Tre scatti a ±2 EV coprono la maggior parte delle scene reali; cinque scatti a ±2/±3 EV bastano per interni con finestre e controluce estremi. Usa il treppiede, blocca messa a fuoco e bilanciamento del bianco, scatta in RAW.